Idillio di solitudine e arte.
“Perché scelgo la solitudine, mi chiedi?
Forse non è nemmeno una scelta, per me non esistono scelte, le situazioni ci vengono imposte dalle cause e dagli effetti di qualsiasi azione.
Siamo continuamente in balìa del passato e del futuro, il presente non è concepibile, fugge.
Dunque potrei dire di preferire la solitudine per una mia innata selettività.
Scelgo, poche persone, apprezzo gli altri, ma preferisco studiarli e osservarli, non mi capirebbero.
So di non poter essere compresa per come sono realmente da quasi nessuno.
Devo indossare una maschera di fronte a chiunque.
Io odio mascherarmi
Ed è per questo che la solitudine è mia ottima amica.”
Liza Birke. Schizophrenic Deciduous. Oil on panel and duralar, 12 x 12 in.
Thinking: “Ok, Tomorrow all this will change.”
But… am I doing anything to change it really?

I confini del mondo sono troppo pesanti.
A volte sento come se volessi sfuggire alla mia realtà, vorrei poter vivere un sogno in libertà, senza obblighi sociali, senza limiti temporali o fisici.
La mia felicità corrisponde a uno stato di esaltazione morale, un sogno a occhi aperti, durante il quale tutto mi sembra possibile, a distanza di pochi passi, pronto per essere preso da me.
Poi torno coi piedi per terra, tutto è squallido, di nuovo triste, opaco…
Le persone mi sembrano brutte e costrette, intrappolate nella loro stessa vita.
Non voglio finire così.
E’ come se fossi incollata qui, cosa posso fare, se ogni sogno rappresenta per me un limite?
Troppe regole, troppa repressione dell’umanità.
Così, con la musica a palla che mi rimbalza nel corpo, affronto l’incubo di una vita decisa da altri per me.





